Dakar - Intervista a Nicola Dutto, il primo pilota di moto paraplegico

Nicola Dutto è entrato da tempo nella storia del motociclismo mondiale, ora sta per entrare nella leggenda. 

Il fuoriclasse di Cuneo dal 2012 è il primo pilota di moto professionista paraplegico che gareggia tra i normodotati e dal 7 gennaio 2019 sarà il primo concorrente paraplegico in moto alla Dakar. 

Nicola Dutto gareggerà su una KTM adattata per le sue esigenze. Assieme a lui un team di meccanici ed assistenti capitanato dalla moglie Elena Foi e con i “ghost rider” Pablo Toral, Victor Rivera e Julian Villarrubia che lo supporteranno durante la gara: uno davanti e due lateralmente.  

Abbiamo intervistato Nicola Dutto a pochi giorni dalla partenza per il Perù.

Nicola, quali sono le tue emozioni?  

“Sono sereno e tranquillo. Magari ero un po’ stressato prima di spedire le moto ma adesso mi sento molto bene. La Dakar è la ciliegina sulla torta della mia carriera sportiva. Festeggerò 49 anni in Perù e questa gara è il coronamento di un lungo percorso sportivo”.

La Dakar è sempre stata il tuo sogno?

“Onestamente no. Lo è diventato dopo l’incidente in cui sono diventato paraplegico. Ho sempre gareggiato nell’enduro e seguito la Dakar da appassionato però non mi era mai passato per la mente di partecipare a questa manifestazione”.

Quali sono i tuoi obbiettivi per la Dakar?

“Mi presento a questa gara con un profilo basso. Il mio unico obbiettivo è cercare di terminarla. Affronterò questa avventura giorno per giorno”.

C’è qualcosa che in qualche modo ti spaventa o ti preoccupa della Dakar?

"Nulla. Ci sarà la sabbia che mi creerà delle difficoltà in quanto non posso mettere i piedi a terra però non mi spaventa perché mi sono allenato molto bene. Rispetto alle prime gare del 2012 sono migliorato moltissimo. Quest’anno non ci dovrebbe essere un caldo esagerato perché si corre in Perù, sempre abbastanza vicino al mare”.

Cosa ti esalta di più di questa avventura?

“Il calore della gente. Alla Dakar ci saranno tantissimi appassionati e l’incitamento della gente probabilmente mi darà quella spinta in più per andare avanti durante la gara”.

Marianna Giannoni