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Moto 4 – Thomas Barreca “La FMI impone regole che tarpano i sogni dei bambini”
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Moto 4 – Thomas Barreca “La FMI impone regole che tarpano i sogni dei bambini”

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Prosegue la nostra inchiesta sul motociclismo giovanile. L’articolo “Pilota a 12 anni – Sport o lavoro? “ ha suscitato reazioni contrastanti. 

Dopo avere sentito l’opinione di una madre, oggi sentiamo quella di Thomas Barreca, responsabile tecnico del TT4 Racing Team nonché responsabile di Barreca Moto.

“Vengo da una famiglia di motociclisti, in passato ho gareggiato poi ho smesso ed ho iniziato a seguire i ragazzini – esordisce Thomas Barreca – è molto bello perché si percepisce la grandissima passione di questi bimbi, a cui brillano gli occhi quando vedono la moto. Bisogna affrontare però i genitori, figure multicolori. Non si riesce subito a capire se il bambino ha passione o se è spinto dal genitore ma dopo un po’ la cosa è evidente”.

Il motociclismo è uno sport costoso, e lo sanno tutti, ma i genitori si lamentano spesso.

“Nelle minimoto le cifre che possono toccare i 20mila euro se si sceglie un top team. Ne beneficiano i bimbi di genitori benestanti. In questo sport è normale spendere. I team hanno esborsi per le trasferte, i meccanici, la preparazione della moto, ecc. Inizialmente è d’obbligo mettere mano al portafoglio. Dipende dall’onestà del team riuscire a guadagnare il giusto senza depredare i risparmi delle famiglie. La madre, intervistata in precedenza, dice che i genitori non sanno cercare sponsor ma non è un compito loro. Si devono occupare degli sponsor i professionisti qualificati, che hanno studiato marketing sportivo. I genitori non sapranno trovare gli sponsor ma sono decisamente capaci a fare danni nella psiche dei minori che vogliono fortemente fare i piloti. I genitori costruiscono castelli di sabbia e mettono in testa cose a cui non penserebbero assolutamente. E così iniziano a creare le pagine social, a scrivere post, a cercare follower… Non servono a nulla! Valentino Rossi non è cresciuto con queste cose”.

Valentino Rossi ha iniziato la carriera in Sport Production, una categoria molto economica. Non si potrebbe creare un campionato a basso costo?

“Il problema è la Federazione. Fa da padrona ed impone regole che impediscono ai genitori di realizzare i sogni dei bimbi. Si parlava di Moto 4: 250 cc, 30 cavalli e motore limitato. Sarebbero state moto a basso costo, ideali per i giovanissimi. La FMI la vedeva come un doppione della Pre Moto 3 ed ha alzato limite d’età pertanto i dodicenni non possono gareggiare in questa categoria”.

Il team manager del TT4, Andrea Toniolo, non nasconde il suo disappunto.

“La FMI dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza. Fanno gareggiare i bimbi nel CIV su moto che superano i 200 km/h e non nel Moto Estate con moto da 170 km/h. Per partecipare al CIV Pre Moto 3 in un buon team si possono spendere anche 40mila euro mentre in Moto 4 i costi sono estremamente  più bassi. Io, oltre che team manager, sono anche il padre di Nicola Toniolo. Mio figlio si era allenato tanto con una Moto 4 ma non potrà gareggiare per un problema di età”.

La mamma aveva sollevato il problema scuola. Thomas Barreca, lei cosa ne pensa?

“I bambini della nostra squadra non hanno mai avuto problemi. Influiscono sul rendimento scolastico i telefonini e le play station. Nel nostro team abbiamo regole ferree sull’uso delle consolle. I giovani di oggi sono intelligenti: se vogliono possono conciliare sport e scuola. Da quanto so, gli insegnanti normalmente non fanno problemi. L’essenziale è che le famiglie siano consapevoli che lo studio è la priorità assoluta. Noi abbiamo accesso alle password del registro elettronico e  possiamo decidere di non fare gareggiare un pilota se ha voti troppo bassi: non vogliamo asini in squadra. Il problema si acuisce magari  dopo i 16 / 17 anni ma a quel punto la responsabilità è unicamente dei genitori”.

L’aspetto ludico permane?

“Per noi è fondamentale, i ragazzi devono divertirsi. Ci sono genitori ammirevoli, che spronano i figli a studiare e non creano pressioni però ci sono anche gli invasati, ai limiti della follia, che in gara augurano le peggiori cose agli avversari dei figli. Questi venderebbero la casa per fare correre i loro bambini che poi a 13 o 14 anni sono già bolliti. Noi in squadra siamo veri appassionati: per noi è una gioia incredibile vedere i bimbi felici e ricevere i loro complimenti. È un lavoro difficile ma meraviglioso”.

Marianna Giannoni

Continuate a seguire e-Motors.info . Domani l’intervista a Massimo Matteoni