Home Emozioni Eroi Le Fiabe dei Motociclisti – Ernest Pozzali “Tutto nasce dalla voglia di raccontare a mio figlio chi era Simoncelli”
Le Fiabe dei Motociclisti – Ernest Pozzali “Tutto nasce dalla voglia di raccontare a mio figlio chi era Simoncelli”
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Le Fiabe dei Motociclisti – Ernest Pozzali “Tutto nasce dalla voglia di raccontare a mio figlio chi era Simoncelli”

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Ecco il Natale. Natale è molto di più di cene, regali e messaggi di auguri.  È un’emozione unica per tutti i bambini ma è anche un’occasione per riflettere sull’ importanza della solidarietà. 

Oggi vi presentiamo Ernest Pozzali, l’autore de Le Fiabe dei Motociclisti. Con la vendita dei suoi volumi, compra delle playstation da regalare ai bambini degenti negli ospedali. Spesso  affianca anche il grande Vanni Oddera nelle sue mototerapie facendo salire i bambini in moto. 

Ernest, parlaci di te.

“Prima di tutto sono un papà. È un privilegio ed è la cosa che vorrei far meglio. Poi ho una mia attività di rivendita ricambi moto e parallelamente ho un mio sito web in cui parlo di “emozioni” del mondo delle due ruote, che ho voluto chiamare motoemozione. A questo si aggiunge da qualche anno a questa parte l’attività de Le Fiabe dei Motociclisti“. 

Com’è nata l’idea de Le Fiabe dei Motociclisti ?  

“Tutto nasce dalla voglia di raccontare a mio figlio chi era Marco Simoncelli. Stanco delle solite fiabe della buonanotte mi sono inventato la favola del guerriero Sic a cui poi è seguita quella di Dunlop, Castiglioni e il Cinghiale Volante Vanni. Ho proposto poi a Matitaccia, Giorgio Serra, di fare le illustrazioni e farne una pubblicazione. È stato fondamentale il supporto di Matitaccia. Senza il suo “ok faccio i disegni” non avremmo mai fatto dei libri”.

Come hai conosciuto Vanni Oddera?

“L’ho intervistato per Motoemozione e mi ha chiesto se conoscevo qualche associazione di Milano da invitare alla Mototerapia di Eicma 2013. Da lì ho preso contatto con alcune associazioni ed è iniziato il nostro rapporto: prima di collaborazione e poi amicizia. Vanni Oddera è stato il motore di tutto. Mi ha dato occasione di vivere in prima persona le mototerapie portando sulle moto i ragazzi. Lì ho toccato con mano quello di cui ho sempre scritto ma che pensavo fosse riconducibile solo a chi, in prima persona, la moto la vive: le emozioni che solo la moto può donare. Con la mototerapia mi sono reso conto che le moto possono donare emozioni assolute anche a chi le moto solitamente le può solo guardare e non guidare. 

L’idea delle playstation in ospedale  viene dal suo “diamogli delle play” quando gli avevo detto che con il ricavato della vendita del libri avrei voluto far qualcosa per i bimbi. A suo tempo seguiva, come spesso fa, dei ragazzi in cura al Gaslini e vedeva come alcuni bambini potevano svagarsi giocando con le play ma tanti non avevano la possibilità di portarle in ospedale.
Vanni Oddera in questi anni ha cambiato la vita a tante persone tirando fuori il meglio da ognuno di loro. Penso che rappresenti il lato bello del motociclismo. Da parte mia ho preso esempio da quello che realizza replicando a mio modo il suo messaggio “doniamo qualcosa di noi agli altri”. 

Qual è stato il momento più emozionante?

“Ogni momento è una emozione unica: dal ragazzo in una camera di ospedale che non camminava da mesi e si mette in moto, fino ai bambini che prima non voglio salire ma poi farebbero giri continui. Forse l’aspetto  più emozionante di questi anni è stato l’effetto “transfert”, se si  può definire così. Alcune persone entrano in contatto con noi e poi di loro iniziativa iniziano autonomamente a dedicare il loro tempo agli altri. Chi organizzando giornate negli ospedali, chi andando a casa di ragazzi disabili per portarli in moto, chi organizzando raccolte per acquistare giochi da donare. Questa cosa è fantastica. Ci si rende conto di quanto bene e positività c’è nel genere umano”.

Quanti ostacoli hai dovuto superare?  

“Tanti! Quando si va a turbare una routine, come quella ospedaliera, spesso si viene considerati come disturbo più che come valore aggiunto. In tante consegne di consolle non mi hanno fatto portare le moto nei reparti e questo è un peccato perché ogni volta si tocca con mano la potenza che hanno le moto sui bambini”.

Ernest, ti chiediamo un augurio speciale per il Natale 2018 a tutti i motociclisti.

“Chi vive nel mondo dei motori ha una grande fortuna perché tocca con mano le emozioni che solo le moto e i motori possono far vivere. Il mio augurio è che queste emozioni le possano condividere con altri perché è questo possibile. Non teniamo la nostra passione solo per noi. Auguro poi a tutti di trascorrere il tempo assieme alle persone amate, senza aspettare che succeda qualcosa di brutto per rendersi conto che è un privilegio star bene. La vita non può essere solo barattare il nostro tempo per del denaro”.