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Dare to be Different
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Dare to be Different

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Le pilote, le team manager, le telemetriste… Sono sempre di più ma sono ancora pochissime. E-Motors intende aprire un dibattito sul ruolo delle donne nel motorsport.

Per iniziare abbiamo contattato l’Associazione Dare to be Different, un autentico punto di riferimento.  

“Dare to be Different è nata per  promuovere gli sforzi delle ragazze, per creare un cambiamento, per guidare il talento femminile – spiegano le portavoce dell’associazione – Prendiamo le donne di successo e facciamo di loro dei modelli, per ispirare le altre. Portiamo le ragazze delle scuole vicino alle monoposto, permettiamo loro di sognare. Vorremmo avvicinare sempre più le ragazze e le donne agli sport motoristici, valorizzandone il talento. Nella comunità D2BD ci sono attualmente circa 1000 membri. Dare to be Different concentra le sue attività principalmente con le ragazze in età scolare, dagli 8 anni in su, in una serie di eventi speciali in cui vengono introdotte le sfide relative al motorsport”.

Dare to be different opera a livello internazionale?

“Certo. Dare to be Different è globale, ha membri provenienti da tutto il mondo. Funziona pienamente in Germania, nel Regno Unito e in Australia. La collaborazione con FIA Girls on Track  è un’avventura mondiale con eventi attivi in ​​tutti i continenti / paesi”.

Siamo di fronte ad una svolta epocale?

“La prossima generazione avrà un ruolo di primo piano all’interno dei team, nella gestione della Formula 1 e di altre  realtà motoristiche. Ora c’è più apertura, la gente è consapevole che le donne possono ottenere le stesse cose degli uomini anche in un ambiente competitivo e basato sulle prestazioni”.

Esiste ancora il maschilismo?

“Sì, ci sono un po’ di stereotipi ma la situazione sta cambiando grazie a iniziative come Dare to be Different. Il nostro sport è basato sulle prestazioni, quindi il genere dovrebbe essere irrilevante. Dare to be Different mira a mostrare alle ragazze e alle donne che ci sono tante opportunità là fuori. Vogliamo ispirare e guidare il talento femminile per rendere lo sport più vario, sotto tutti gli aspetti”.

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