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CIV SBK  – Matteo Baiocco “La  disparità tecnica è evidente. Il CIV potrebbe essere come il BSB ma…”
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CIV SBK – Matteo Baiocco “La disparità tecnica è evidente. Il CIV potrebbe essere come il BSB ma…”

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Tutto secondo copione. Michele Pirro ha dominato le prime 4 gare del Campionato Italiano Superbike. Alla vigilia del campionato Michele ci aveva detto “Non voglio passare per quello che va a rubare qualcosa agli altri ma spero che gli altri piloti siano felici di confrontarsi con me”.  

Sono felici? Sicuramente lo stimano e lo rispettano. Lo strapotere di Pirro e della Ducati ha palesato però i problemi di un CIV con ottimi piloti, team di alto livello ma evidenti limiti gestionali.

Ne parliamo con Matteo Baiocco, per anni tra i protagonisti del Mondiale SBK e Campione Italiano Superbike per tre volte.

Attualmente Baiocco è quarto nella classifica tricolore, su BMW del team DmR.

La SBK del CIV invece di essere la classe “regina” sembra un po’ la “principessa”. È bella ma non autoritaria, non austera.   

“La Federazione Motociclistica Italiana ha fatto un ottimo lavoro nelle classi più piccole, per i giovani, i team… Le è rimasta una classe da sistemare: la SBK, proprio quella che dovrebbe essere la regina, la più importante. Sistemerà anche quella, credo che il 2019 sia solo un anno di transizione e nel 2020 andrà tutto meglio ma al momento si soffre”.

Si sapeva. Perché nessuno ha parlato prima del campionato?

“Nessuno ha voglia di parlare, tutti temono chissà quali ripercussioni. Sono il primo a dire che non sia giusto parlare da fuori ma da dentro al campionato è giusto esporre le problematiche. Come nel calcio. Se parlano i tifosi è un conto e lasciano il tempo che trovano ma se lo fanno i calciatori è un altro. Quelli che sono coinvolti direttamente dovrebbero parlare e venire ascoltati”.

Matteo Baiocco

Il problema è lo strapotere del binomio Pirro-Ducati?

“Giù il cappello davanti a Pirro ed al suo team. Sono forti, massima stima nei loro confronti. Il problema è la disparità tecnica, molto, troppo evidente. Il regolamento ha alzato l’asticella per tutti i team, invece di abbassarla per uno solo. In questo modo sono aumentati i costi e le difficoltà. La Ducati ha una moto stratosferica, gli altri team sono stati costretti a fare sempre di più per adeguarsi. Devo spendere per tenere il passo ma si trovano comunque in affanno”.

E dire che i piloti importanti non mancano, anzi…

“Sono presenti tutti gli italiani più forti, parte quelli del Mondiale. Ci sono Savadori, Russo, Tamburini, Zanetti, Cavalieri, Bassani, Vitali…Ci sono Ducati, BMW, Suzuki, Yamaha, Aprilia….Il CIV ha tutto per essere un campionato di alto livello come il BSB, anzi, anche superiore. Il BSB è solo gestito meglio. Il CIV non va sminuito, io credo in questo campionato. Il problema è che rischiamo di apparire come piloti deboli a causa di una disparità tecnica clamorosa. Spero che nei prossimi round ci si possa avvicinare a Pirro. Il mio obbiettivo stagionale è cercare di conquistare il secondo posto nel CIV che sarebbe un ottimo risultato e crediamo di poter raggiungere”.

Oltre alle questioni tecniche e regolamentari, cosa potrebbe fare il CIV per diventare più interessante e coinvolgente?

“Prima di tutto si potrebbe gareggiare anche in circuiti minori. Il BSB si corre in autodromi famosi ma non solo. Ci sono alcune gare su tracciati piccoli che sembrano parcheggi però sono pieni di gente. Il CEV stesso si corre anche su alcuni circuiti minori. Non capisco perché il CIV non si corra anche in autodromi tipo Franciacorta, Magione o Agrigento. Al Sud ci sono tantissimi appassionati. In questi circuiti si svolgono già altre gare di moto del calendario FMI quindi sono agibili e secondo me potrebbero ospitare anche il CIV. Se si corresse su circuiti più corti le gare sarebbero più divertenti, più spettacolari. Si ridurrebbero i costi e si arricchirebbe l’interesse”.

Marianna Giannoni    

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