Home Motociclismo SBK Matteoni “Melandri era fortissimo. Gli mancava solo un po’ di costanza”
Matteoni “Melandri era fortissimo. Gli mancava solo un po’ di costanza”
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Matteoni “Melandri era fortissimo. Gli mancava solo un po’ di costanza”

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“Marco Melandri era un ragazzino simpatico ed estroverso. Con lui non mi sono mai arrabbiato ma mi sono divertito molto. Si scherzava e si rideva tutti i giorni”. Sono le parole di Massimo Matteoni, il team manager romagnolo che lanciò il pilota ravennate nel 1997 e nel 1998.

Melandri ha iniziato a gareggiare con Matteoni a 15 anni, nel Trofeo Honda e nel Campionato Italiano e con lui ha conquistato le sue prime vittorie del Mondiale. Ieri, annunciando l’addio alle competizioni, Melandri lo ha ricordato e ringraziato.

Matteoni, quali sono i suoi ricordi più belli?

“Con Melandri ho vinto tanto. Insieme abbiamo dominato il Trofeo Honda, il Campionato Italiano, abbiamo partecipato solo a 4 gare dell’ Europeo per problemi di età ma le abbiamo vinte tutte. Nel 1998 abbiamo partecipato al Mondiale 125 cc. Marco è stato il miglior rookie che abbia mai avuto. Dopo alcune gare di apprendistato, a Mugello è salito sul secondo gradino del podio, si è sbloccato ed in Olanda ho conquistato la sua prima vittoria. Ha poi vinto anche a BRNO ed è salito tante volte sul podio. Ha lottato per il titolo Mondiale già al suo primo anno di Mondiale”.

Marco Melandri ad Assen

L’anno dopo ha cambiato squadra.

“Il suo manager dell’epoca, Reggiani, pensava che l’erba del vicino fosse più verde invece il team Matteoni vinse il Mondiale con Alzamora, proprio davanti a Melandri. Gli avevo dato un po’ un dispiacere ma al di là di tutto siamo rimasti amici. Ci sentiamo regolarmente, almeno una volta al mese. Sono amico anche con suo babbo, Dino. A fine mese ci dovremmo incontrare per andare a cena assieme”.

Perché Melandri non è riuscito a vincere di più? Cosa gli è mancato?

“Credo abbia fatto una gran bella carriera. Forse gli è mancata solo un po’ di costanza e quando le cose non andavano bene perdeva la fiducia ma ha comunque corso tanti anni e ad altissimi livelli”.

Marianna Giannoni

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