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Editoriale – Alex Zanotti, Nicola Dutto, Joan Lascorz … La “mia” Dakar: ieri, oggi e domani

Editoriale – Alex Zanotti, Nicola Dutto, Joan Lascorz … La “mia” Dakar: ieri, oggi e domani
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La mia passione per i motori e pari solo a quella per l’avventura. Sono una giornalista ma prima di tutto una persona che ama viaggiare in luoghi sperduti e soprattutto adora sognare. 

Mi attirano solo le sfide difficili, quelle facili, no, non mi emozionano, non mi divertono. 

La Dakar è adrenalina, avventura, coraggio, passione, sogno

L’ho sempre amata, fin da quando si correva in Africa e si chiamava Parigi – Dakar,  ma non ho mai avuto la possibilità di andare a vederla di persona. L’ho vissuta intensamente in 4 edizioni, da addetta stampa di Alex Zanotti ed addetta stampa della Federazione Motociclistica Sammarinese. Ricordo il cuore che batteva a mille aspettando le notizie di Alex dal Sud America, con le connessioni internet e telefoniche che qualche anno fa non erano il top, le telefonate a suo padre “hai notizie?”. Ricordo la gioia quando le tappe andavano bene, la preoccupazione quando non si avevano notizie di Ale, l’amarezza per i ritiri. Non dimenticherò mai le serate di “in bocca al lupo” prima della partenza ed i brindisi al suo ritorno.  

La Dakar 2019 è quella di Nicola Dutto, un vecchio amico, a cui ho fatto da addetta stampa, che ho perso ormai di vista ma ho sempre nel cuore. Nico è il primo pilota di moto paraplegico della storia di questa grande manifestazione. Sono incollata ad internet, sia sulla pagina della Dakar che sui social, per vedere come va con le emozioni a mille. 

La Dakar 2020 o 2021 sarà la Dakar di Joan Lascorz. È un sogno, lo so, un grandissimo sogno. Ho sempre seguito Joan, più da tifosa che da giornalista. È un pilota per cui ho sempre nutrito una grandissima stima, fin dai tempi del Mondiale Supersport. Poi l’incidente ed ho continuato a seguirlo sui social ma non avevo mai avuto occasione d’intervistarlo. Ho aperto E-Motors, finalmente il mio sito ed una tra le prime interviste a cui ho pensato era proprio a Lascorz. Gli ho mandato un’email, mi ha subito risposto ma sono sincera, all’inizio non l’avevo letta, avrei dovuto fare l’articolo qualche giorno dopo. Quando una sera, poco prima di Natale, ho iniziato a tradurla ed a scrivere l’articolo mi sono commossa.  Il suo sogno di andare alla Dakar è diventato anche il mio! Mi sono poi documentata meglio su Lascorz e mi sono posta l’obbiettivo di provare ad aiutarlo a partecipare da protagonista alla Dakar. Non so cosa succederà, se riuscirò o meno in questa impresa ma i sogni sono contagiosi ed al momento ha già contagiato anche gli amici di “Io sto con Bryan” . Spero possa diventare il sogno di migliaia di persone…insieme ce la possiamo fare, possiamo realizzare questo fantastico sogno.  Sarebbe stupendo se Joan potesse diventare il primo pilota tetraplegico della storia alla Dakar.  

Marianna Giannoni