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Marco Faccani “Perché ho lasciato il motociclismo…”

Marco Faccani “Perché ho lasciato il motociclismo…”
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Il motociclismo è un sogno difficile. Non è solo difficile da realizzare, soprattutto da vivere. E-Motors nasce come portale di approfondimento giornalistico. In precedenza ci siamo occupati della depressione nel motociclismo e di altre tematiche particolari.

Abbiamo intervistato un pilota forte che non è riuscito a sfondare per mancanza di budget come Riccardo Moretti ed un pilota che si è arreso per mancanza di qualità come Andrea Zanotti.

Ora parliamo un pilota che aveva talento, molto talento. Nel 2018 Marco Faccani ha lasciato le competizioni. Il motociclismo ha perso uno dei suoi piloti più promettenti a livello internazionale nelle classi del WSBK.

Su Wikipedia c’è scritto per che ha abbandonato per motivi economici ma è realmente così? Lo abbiamo intervistato.

Marco, hai lasciato per mancanza di budget?

“L’assenza di sponsor è stato uno dei vari fattori che mi hanno portato a lasciare le corse ma non il motivo determinante”:

Quali sono i veri motivi?

“Avevo raggiunto dei buoni livelli, avevo vinto il Campionato Europeo Superstock, mi ero tolto delle belle soddisfazioni e non volevo riciclami in progetti che non mi entusiasmavano. Amo la grafica ed ho iniziato a disegnare grafiche per caschi e moto. Ho aperto un’attività assieme alla mai ragazza, la Fox Race, e lavoriamo nel motociclismo come grafici. Da pilota poi era uno stress continuo”.

Stress?

“Sì, io lo avvertivo abbastanza. Forse non lo facevo notare ma mi pesava essere sotto pressione. Dovevo sempre dimostrare di essere al top. Un giorno era tutto bellissimo, vivevo grandissime soddisfazioni e quello dopo andava tutto storto. Non è facile dover dare sempre il massimo per trovare una sistemazione per l’anno successivo. Vivevo degli sbalzi emotivi enormi. Da fuori la vita dei piloti sembra bellissima e per certi aspetti lo è ma ha anche aspetti negativi”.

Marco Faccani con la fidanzata Anna

Le moto per te erano un hobby, una passione, un lavoro?

“Erano una passione ma non l’unica, non una ragione di vita. Ci sono piloti che senza moto non riescono a vivere quindi accettano di gareggiare in campionati minori pur di andare in moto. Io non ho questa passione viscerale. Poi…sono ancora tra le moto”.

Vai ancora in autodromo?

“Si, vado alle gare del Mondiale SBK che si corrono in Italia ed al CIV. Il nostro obbiettivo è lavorare con le case motociclistiche e di caschi. Vorrei sfondare nel motociclismo…come designer”.

Marianna Giannoni