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Bryan Toccaceli “Sono felice! Finalmente una bella notizia”

Bryan Toccaceli “Sono felice! Finalmente una bella notizia”
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“Sono felice! Sono a tutto gas!”. Bryan Toccaceli si è sottoposto ad una nuova visita medica. I medici gli hanno dato qualche piccola speranza di recupero. Lo intervistiamo, in esclusiva, a casa sua ed è raggiante. 

 “Il tempo passa, si aspettano i miglioramenti che non arrivano o sono minimi poi i medici non dicono mai nulla. Finalmente martedì ho avuto una visita in cui mi hanno dato una bella carica! Mi attende una lunga riabilitazione ma ho voglia di fare, sono motivatissimo! Devo provarci, come facevo quando ero pilota e dovevo decidere se fare il professionista. Se non ci avessi provato sarei rimasto con il dubbio. Bisogna sempre lottare”. 

Bryan con sua mamma Sabrina

Chi era Bryan Toccaceli prima dell’incidente?

“Era un pilota che per un paio d’anni aveva cercato di gareggiare da professionista. All’inizio era stata dura, mi ero trasferito vicino alla sede del team ed ero maturato molto. Nel 2017 ho iniziato un po’ a lavorare mentre nel 2018 il team per cui correvo aveva chiuso i battenti ed avevo deciso di passare dal cross all’enduro. Pensavo d’intraprendere questa strada, un po’ come ha fatto Thomas Marini. L’obbiettivo era il Campionato Italiano Enduro poi forse si sarebbe potuto pensare al Mondiale di Enduro”.

Facciamo un altro passo indietro. Bryan come hai iniziato la carriera di pilota?

“All’inizio correvo con i kart. La passione me l’aveva trasmessa mio babbo che ha sempre corso con le macchine. Andavo a scuola con Nicolò Tamagnini, lui  aveva la moto da minicross mentre io la minimoto. Però correvo da solo e non mi divertivo allora ho preso anche io la moto da cross, da 50 cc. Abbiamo iniziato a fare le prime gare anche assieme a Thomas Marini e gli altri ragazzi. La FSM ci sosteneva al massimo e ci aveva portato a fare l’ Europeo.

Ho tantissimi ricordi. Le prime vittorie nel Campionato Regionale, nell’ Italiano, alcuni buoni risultati nell’Europeo.

Poi quando si approda tra i grandi è tutto molto più difficile. Sono passato dal Regionale, all’ Europeo e poi ho partecipato alle prime gare del Mondiale. Il mio compagno squadra era Michele Cervellin, diventato poi come un fratello. Siamo legatissimi, ci sentiamo sempre e quando posso vado a vedere le sue gare.

Poi il 2018…

“Nella vita uno pensa a tutto, pensa di poter rimanere sulla sedia a rotelle  e di non camminare ma non immagina di non poter muovere tutto il corpo. Ad una situazione del genere non ci avevo mai pensato, neppure lontanamente. Non avrei mai creduto di non poter fare nessuno sport però ora guardo avanti con il sorriso. Mi avete visto al Rallylegend?“.

Certo, con Paolo Diana sul Fiat 131.

“È stato bellissimo ritrovare quell’adrenalina che non provavo da oltre un anno. E’ stato un regalo fantastico che mi hanno fatto gli organizzatori del Rallylegend e Paolo. Diana correva con mio babbo e siamo sempre stati legati. Ha fatto tantissime cose per me, ha messo all’asta le sue tue tute, organizzato  raccolte fondi…Lo ringrazio di cuore.

Mi piacerebbe fare il navigatore di rally ma non potendomi muovere è un po’ rischioso. Difficile riuscire ad avere la licenza ma adesso c’è il Circuito Rally e chiedo a mio zio Sergio se mi porta a fare un giro in macchina. Non sarebbe male.

Bryan con suo zio Sergio e Stefano Rosati – Foto Magda Tonini

Come si svolge una tua giornata tipo?

Mi sveglio presto e vado a fare terapia all’ospedale. Poi torno a casa e mi alleno nella palestra che ho fatto in garage. Faccio un po’ di movimento e verso sera vado da un chiropratico americano a Serravalle. Con lui ho iniziato a vedere dei miglioramenti”.

Qual è il tuo prossimo obbiettivo?

La cosa principale è riuscire ad essere più autonomo. Ora, non dico che vorrei fare tutto da solo, ma almeno qualcosa.

Vorrei decidere dove andare senza chiedere a qualcuno, se i miei amici sono al mare vorrei andare a trovarli senza scomodare sempre qualcuno.

Vorrei poter guidare la macchina, mangiare, anche solo grattarmi il naso. Sembra una cavolata ma non riuscire a grattarsi la testa è molto fastidioso. Per fortuna riesco ad usare tranquillamente il PC e mi ha dato una bella mano perchè posso guardare foto, video, sentire gli amici, organizzare qualcosa…è sempre bello. Uso anche l’ausilio progettato la Nicolò Tamagnini”.

Bryan

Com’è nata la tua amicizia con Bastianini ed i ragazzi della velocità?

Ho conosciuto prima di tutto Enea Bastianini, ad una cena del Motoclub Spoleto. Ci siamo scambiati i numeri per andare a girare assieme con la moto da cross. Poi ho conosciuto anche Manzi, Casadei e gli altri. Ho iniziato ad andare a girare con loro con i motard, a vederli quando erano in pista a Misano ed è nata l’amicizia”.

Bryan con Bastiani – foto Magda Tonini

Ora sei un habituè  del ranch di Valentino Rossi, quasi una mascotte della VR46.

“Mi ha portato al ranch per la prima volta Manzi. Eravamo lì tutti insieme, si parlava di moto ed è nata una bella amicizia. Ci sentiamo spesso e quando vanno a girare al ranch m’invitano sempre. Bello rimanere nel mondo dei motori, mi fa stare bene.

Ed anche nel mondo del cross.

Domenica andiamo a fare una gara, il Motocross dei Comuni. Io ho organizzato la squadra con i piloti, ho convinto Nicolò Tamagnini a tornare a correre, ho  cercato chi mi dava una mano a fare le maglie, le plastiche… Domenica ci divertiremo tutti assieme”.

I tuoi amici sono stati fondamentali.

“La mia famiglia mi è stata molto vicino ed i miei amici mi hanno aiutato molto a stare meglio. Quando sono arrivato a casa all’inizio è stata un po’ dura. Non si sa cosa aspettarsi, si teme di essere guardati diversamente. I miei amici mi hanno aperto gli occhi, mi sono stati sempre vicini. Sono stato molto fortunato ad averli accanto, senza di loro sarebbe stato molto più faticoso, in particolare stare a contatto con gente”.

Bryan con il suoi amici – Foto Magda Tonini

Cosa provi tra la gente?

“All’inizio ero un po’ agitato ma ho reagito bene. Ora scherzo su quello che mi è successo. Per me non è un problema stare tra la gente, rido con tutti. Il problema è quando sono a casa e può capitami di andare un po’ in crisi. Magari vedo delle vecchie foto o vecchi video e mi viene un po’ di malinconia. All’inizio mi capitava più spesso mentre ora raramente. Non penso al passato ma al futuro. Vorrei fare di più, correre o montare su una macchina però non è possibile. M’inventerò qualcosa”.

Conosci i Diversamente Disabili?

“Si in particolare Miscel Forgione. Mi vorrebbero in squadra con loro ma nelle mie condizioni attuali è difficile. Sarebbe bello ma la strada lì è molto, molto, lunga. Credo sia più possibile cercare di fare qualche corsa come navigatore”.

Immaginavi tanto affetto da parte della gente?

“No, non me lo sarei immaginato.  Ringraziare uno ad uno sarebbe impossibile ma colgo l’occasione per esprimere la mia gratitudine a tutti quelli che si sono attivati per aiutarmi e hanno partecipato alle varie iniziative per me. Grazie di cuore a tutti!

Bryan, guardiamo al futuro. Cosa farai da grande?

“Adesso allenamenti a go-go. Vorrei cercare di migliorare il più possibile ed il mio obbiettivo principale è la riabilitazione. Sono lanciato a tutto gas per riuscire a fare qualcosa, qualsiasi cosa. Il tragitto è lungo, faticoso ma sto vedendo dei miglioramenti.

In base a cosa mi riparte a livello muscolare cercherò di praticare uno sport. Non ho accantonato l’idea di partecipare un giorno alle paralimpiadi ma devo prima capire cosa sarò in grado di fare, se nuoto, ciclismo… Mi basta fare qualcosa. 

In futuro potrei diventare un organizzatore di gare o un team manager. Mi piacerebbe aiutare i giovani piloti. Sarebbe bello rimanere nel mondo dei motori”.

Marianna Giannoni