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Formula E – Tutte le emozioni del primo E-Prix

Formula E – Tutte le emozioni del primo E-Prix
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Emozioni forti  nel primo appuntamento stagionale di Formula E a Riyadh. Emozioni in qualifica, grazie al nuovo ed innovativo format ed in gara dove i piloti si sono dati battaglia a suon di sorpassi spettacolari. I 6 diversi piloti a podio dimostrano l’assoluto equilibrio di prestazioni che c’è tra i team e i piloti, rendendo impossibile pronosticare cosa potrà accadere nel corso della stagione.

Il nuovo sistema delle qualifiche di Formula E

Più di qualcuno, alla vigilia, aveva criticato il nuovo format promosso dalla Formula E riguardo al sistema di qualificazione dei piloti in vista della gara. Inizialmente appariva molto contorto soprattutto dai quarti di finale in poi. La serie di duelli, invece, è riuscita a risultare coinvolgente ed interessante e, considerando che in un giro secco può succedere di tutto, non sono di certo mancate eliminazioni a sorpresa. Di fatto solo 2 piloti, Rowland e Wehrlein, si sono qualificati, per la seconda corsa, nella stessa identica posizione della gara precedente. Di conseguenza il nuovo format può dirsi promosso.

Dominio Mercedes in Gara 1

La prima corsa stagionale si è aperta con la lotta interna tra i piloti del team Mercedes, che hanno dominato tutta la gara fin dalla partenza. Inizialmente Vandoorne è riuscito a tenere la testa della corsa difendendosi egregiamente dagli attacchi del compagno di squadra De Vries. Il belga ha, però, sbagliato nell’attivare il secondo attack mode che aveva a disposizione, di fatto non riuscendoci. L’errore è stato fatale per la sua gara, considerando che De Vries, una volta ottenuta la leadership, non l’ha più ceduta.

Terzo posto per Jake Dennis, l’unico che ha dimostrato una velocità comparabile alle due frecce d’argento. Protagonista in negativo André Lotterer che, dopo aver condotto una prima parte di gara a ridosso del podio, purtroppo si è ritrovato a fare il gambero a causa di una gestione errata dell’energia a sua disposizione. Infatti il pilota Porsche, in circa 10 minuti, ha perso ben 10 posizioni, passando dalla P3 alla P13.

Lo spettacolo di Gara 2

Nella seconda gara del weekend abbiamo ritrovato la vera essenza della Formula E con sorpassi al limite, continui scambi di posizione e tanta strategia. Dopo la pole di De Vries, per solo 5 millesimi su Mortara, la corsa sembrava già scritta. L’olandese ha condotto la prima parte di gara in testa ma il ritardare di molto l’utilizzo del secondo attack mode gli ha compromesso inevitabilmente la corsa. Il gruppo si è pian piano ricompattato e De Vries, al rientro si è ritrovato a lottare per posizioni che non gli competevano di certo. Disorientato e probabilmente amareggiato, ha iniziato a subire sorpassi su sorpassi chiudendo la gara al decimo posto.

Chi ha condotto la corsa perfettamente, dal punto di vista strategico, è stato il team Venturi che è riuscito a guadagnare la testa della corsa con Edoardo Mortara, nuovo leader del campionato, e a concludere al terzo posto con Lucas di Grassi, ottimo nella difesa contro Robin Frijns, secondo al traguardo. È un peccato che la gara si sia conclusa in regime di Safety Car perché avremmo potuto vedere, negli ultimi 10 minuti, una lotta apertissima considerando che il gruppo di testa era composto da ben 10 piloti, tutti esperti e con la velocità necessaria per potersi giocare il podio.

Il caos Safety Car e le parole di Vergne

Come abbiamo anticipato implicitamente, Gara 2, a circa 10 minuti dal termine, è stata interrotta per l’incidente che ha visto coinvolto Alexander Sims. L’incidente è avvenuto in un punto della pista stretto e molto tortuoso e all’uscita di una curva cieca.

La prima critica riguarda l’uscita della Safety Car, ritardata di più di un minuto considerando che i piloti di testa hanno fatto in tempo a ripassare nel punto dell’incidente mentre erano ancora in gara. Anche lo sgombero della pista con la gru è risultato complesso e di lunga durata. La corsa, infatti, non è più ripartita.

L’episodio che ha fatto più discutere, però, è stata l’immagine della Mahindra numero 29 sopra alle teste dei piloti che transitavano. Il più critico di questi è stato il 2 volte campione Formula E ed ex pilota Toro Rosso in Formula 1, Jean-Éric Vergne. Sono ancora scioccato all’idea di come sia stata gestita la fine della corsa – ha scritto su Twitter – Una gru in pista, la Safety Car che si ferma subito prima in una curva cieca causando un ingorgo di monoposto, nessuna informazione fornita in merito … Sembra che le persone non imparino dagli errori del passato.” L’allusione alla perdita dell’amico Jules Bianchi è, inevitabilmente, evidente.

Appuntamento al 12 Febbraio a Città del Messico, in diretta sempre su SKY e Mediaset

Foto https://www.fiaformulae.com/en

Francesco Sauta