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Miscel Forgione – passione senza barriere

Miscel Forgione – passione senza barriere
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Eroi, semplicemente, eroi.  I piloti della Octo Brigestone Cup  hanno una carica interiore straordinaria ed una passione immensa.  La passione è il filo conduttore del nostro progetto editoriale e seguiremo regolarmente i paralympic riders.

Nel primo appuntamento stagionale, al circuito Tazio Nuvolari, ha brillato in modo particolare Miscel Forgione, un ragazzo paraplegico di Rimini all’esordio assoluto.  Dopo la gara è venuto a trovarci in redazione portando con se il suo casco, un’autentica opera d’arte.

“Il mio casco, della Caberg, è stato disegnato  a bocca da mio fratello Nicolas racconta Miscel è tetraplegico ed è un pittore. Tiene in pennello in bocca e dipinge. È un grande”.

Ma è un grande anche Miscel. Ha 32 anni, è nato a Benevento ma vive da sempre a Rimini e lavora come impiegato. Il 29 novembre 2010 è diventato paraplegico per un incidente in moto. Naturalmente ha trascorso mesi in ospedale ma 8 mesi dopo l’incidente è tornato a girare con le pit-bike. Si allena a Cattolica, San Mauro e Galliano Pack sulle Bucci di Giuseppe Ciottola. Si allena alla palestra di Davide Carli di cui potete leggere qui e fa fisioterapia alla Nuova Riabilitazione di Diego Bartolini.

Miscel, come hai iniziato la carriera di pilota?

“Ho sempre segnato di fare il pilota, da prima dell’incidente, ma non avevo il budget  ed andavo a girare a San Mauro per divertirmi. Dopo l’incidente ho continuato con le pit-bike. Mi sarebbe piaciuto fare un campionato ma non ne avevo la possibilità. L’anno scorso alcuni amici, assieme a Massimo Roccoli, mi hanno regalato una prova in pista e quest’inverno mi è arrivata una proposta dell’SK Racing di Federico Rinaldi per partecipare al Campionato. Gareggio su una Yamaha R6 con cambio al manubrio elettro pneumatico brevettato da Giosuè Frisoni di Carpegna.  Sulla moto utilizziamo un sistema di calamite.  Ringrazio il team SK Racing di San Marino, Pietro Bernardi di Road Motor, Luca Dominici di Eyerise, più naturalmente Davide Carli e  Diego Bartolini”.

Cosa hai provato domenica quando hai tagliato il traguardo?

“Ho realizzato il mio sogno, ho provato emozioni indescrivibili. Era la mia prima gara, la prima sotto la pioggia, il primo podio…da metà giro di rientro ho iniziato a piangere. Ai box piangevano tutti. Il team è come una famiglia. Mi trovo benissimo. Quando sono in moto sono felice, non sento la disabilità. È veramente bello, a prescindere  dal risultato. Un grazie anche agli organizzatori, i Diversamente Disabili, che hanno fatto una grande cosa”.

Parteciperai anche a gare internazionali?

“Come per tutti i piloti, è una questione di sponsor. Spero di trovare il budget.  Vorrei partecipare alla gara internazionale di Misano che si svolge nell’ambito del Mondiale Superbike. Non ho mai corso a Misano e sarebbe veramente bello per me e per il team”.    

Marianna Giannoni